| Tipologia | Vino Valle d’Itria igt Ottavianello Rosato |
|---|---|
| Gradazione alcolica | 13% Vol. |
| Vitigno | 100% Ottavianello |
| Collocazione geografica del vigneto | Comune di Locorotondo |
| Tipologia del terreno | Argilloso-limoso con elevata presenza di scheletro che raggiunge circa il 60% dei costituenti totali. |
| Sistema di allevamento | Spalliera |
| Vendemmia | Manuale, seguendo le curve di maturazione |
| Epoca vendemmia | Prima decade di ottobre |
| Tecnica di vinificazione | Macerazione per 12 ore del mosto ottenuto da pigiadiraspatura delle uve utilizzando ghiaccio secco nelle operazioni di vinificazione; |
| Caratteristiche organolettiche | Il vino si presenta di colore rosa con lievi sfumature violacee; al naso ha profumi delicati di frutta rossa come fragola e ciliegia e sentori |
| Formato bottiglia | Bordolese europea bianca 75 cl tappo sughero diam 2 |
| Abbinamento gastronomico | Si abbina a tutti gli antipasti e alle zuppe di pesce. |
| Bicchiere consigliato | Calice apertura media |
| Temperatura | 10-12° C. |
Maccone Ottavianello Rosato
L’Ottavianello è uno di quei vitigni che raccontano migrazioni varietali e adattamenti silenziosi. La sua diffusione in Puglia è collocata tra la fine Settecento e inizio Ottocento nel territorio dei comuni brindisini della Valle d’Itria. Ad inizio Novecento è sostituito da altri vitigni ad eccezione di qualche vigna dimenticata allevata ad alberello da cui si iniziano a produrre vini moderatamente alcolici e con una tessitura gustativa che privilegia la scorrevolezza. L’Ottavianello da vitigno subalterno, migratorio e internazionale torna negli ultimi anni a raccontare una Puglia meno muscolare e più misurata in cui il vino è espressione di storia, agricoltura e territorio, rientrando a pieno titolo nel nostro lavoro di valorizzazione dei vitigni minori.
